Mercati su registri di carta: cosa rischia il Comune

Spunta su fogli volanti, presenze contestabili, canoni non riscossi e graduatorie opache: la gestione cartacea dei mercati prepara il contenzioso.

Ogni mattina di mercato, in molti Comuni, va in scena lo stesso rito: l'operatore di polizia locale o l'incaricato passa tra i banchi con un foglio, segna presenze e assenze, assegna i posteggi liberi agli spuntisti. Il foglio finisce in una cartellina, la cartellina in un armadio, e la gestione del commercio su aree pubbliche riposa su una pila di carta che nessuno potrà mai davvero interrogare.

Funziona, finché non serve. Serve quando un ambulante contesta il conteggio delle assenze che lo porta alla decadenza; quando la graduatoria di spunta viene impugnata; quando l'ufficio tributi chiede chi ha occupato cosa e per quanti giorni. In quel momento la pila di carta mostra la sua natura: una memoria che esiste ma non risponde.

I punti fragili della carta

Le presenze sono il cuore del sistema: da esse dipendono le graduatorie per anzianità, le assegnazioni agli spuntisti e le decadenze per assenze eccessive. Registrate a mano, sono vulnerabili a errori di trascrizione, fogli smarriti, grafie illeggibili — e ogni vulnerabilità è un argomento pronto per il ricorso dell'operatore che si sente danneggiato.

I canoni seguono a ruota: senza un collegamento diretto tra presenze, concessioni e riscossione, il conto di chi deve quanto si fa a fine anno, a fatica; le morosità emergono tardi e i solleciti partono quando il credito è già invecchiato.

Ci sono infine le graduatorie, dove la posta è più alta: l'anzianità di presenza è un bene professionale dell'ambulante, che la difende come si difende un titolo. Una graduatoria costruita su registri manuali è attaccabile per definizione, e ogni ricorso accolto non corregge un errore soltanto: mette in dubbio l'intero impianto con cui l'ente ha amministrato il mercato negli anni.

Il conto per l'ente

La gestione cartacea presenta il suo conto su più tavoli contemporaneamente.

Sono costi che si manifestano in momenti diversi — il ricorso oggi, il gettito mancato a consuntivo, il mercato che si svuota nel decennio — e per questo non vengono mai sommati. Chi fa l'esercizio di sommarli scopre in genere che la gestione cartacea è la più costosa delle opzioni disponibili — solo che i suoi costi non hanno mai avuto un capitolo di bilancio.

  • Contenzioso su decadenze e graduatorie, con la difesa affidata a fogli di spunta contestabili
  • Canoni non riscossi che si accumulano in silenzio, tra concessioni e presenze non collegate
  • Ore di back office per trascrivere, ricostruire e certificare ciò che il campo aveva già registrato
  • Nessun dato di governo: quali mercati vivono, quali languono, dove i posteggi restano vuoti

La direzione è segnata

La spunta digitale non è futurologia: un tablet o uno smartphone al posto del foglio, l'app che propone l'assegnazione dei posteggi liberi secondo graduatoria, le presenze che alimentano in automatico conteggi, canoni e posizioni. L'operatore sul campo fa lo stesso giro di sempre; a cambiare è tutto quello che prima veniva dopo.

Per l'ambulante, la trasparenza è un vantaggio più che una minaccia: la propria posizione — presenze, pagamenti, graduatoria — consultabile online riduce le contestazioni allo sportello e le sorprese. E per l'ente, ogni mattina di mercato smette di produrre carta da archiviare e inizia a produrre dati su cui decidere.

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